I primi uccellini della mattina stanno iniziando a cantare.
L'aria è fresca e frizzantina e il loro cinguettio è come una melodia serena che ti culla l'anima.
No, non sto andando al primo giorno del nuovo anno di scuola. E..no! Non sono nemmeno tornata da una notte da amici dove ho conosciuto un Lui speciale.
Quale inizio migliore se non di uno così sereno mentre sto facendo ritorno a casa da una nottata pazza conclusasi con una scopata a casa di uno sconosciuto mentre ai miei genitori ho detto che dormivo dalla mia migliore amica?
Entro in casa delicatamente, sperando e pregando che nessuno mi senta.
- dove sei stata? - mia madre invece era già sveglia. Era vestita con la vestaglia da notte e tutti i bigodini in testa con una crema sul viso, mentre mi guarda con uno sguardo maligno da vecchia zitella reso ancora più tale dal suo stato attuale, per poco non mi prende un colpo.
- A casa di Eva! Te l'ho detto.
- E allora perchè sei vestita come una prostituta e non sei a casa sua?
- Dai mamma! Ho sonno. Ne parliamo domani mattina, eh? - dico mentre mi sto avviando per le scale del piano di sopra.
- E' già mattina! - io continuo a camminare sperando finisca di parlare da sola, però continua – America Peach Weirdwitness ferma dove sei! - cazzo, odio quando mi chiama col mio nome intero. Tutt'ora non riesco a capire come le sia venuto in mente un nome del genere. Mi dice sempre che lei e mio padre litigavano per decidere quale darmi e alla fine hanno votato a sorte e scelto ognuno dei loro, bello schifo!
- E alla fine devi rimanere chiusa in casa per un mese? - mi chiede preoccupata al telefono Eva.
- In teoria, si. In pratica...sai come faccio io.
- Ma Peachy! Non oserai vero. Andiamo, se continui così ci credo che ti urlano sempre dietro.
- Lascia perdere su, e non ti preoccupare. Preoccupati solo di trovarmi qualche nuovo tipo carino e che il mio drink sia sempre pieno!
- Peachy sei sempre la solita.
Ormai era il primo pomeriggio di una domenica soleggiata e calda e me ne stavo al telefono già da un po' con Eva per raccontagli della serata mitica che avevo passato la sera prima e di cosa fosse successo una volta tornata.
- Allora, su racconta! Lui com'era?! - mi chiede assetata di curiosità
- mhn...passabile.
- che cosa vuol dire passabile?!
- voglio dire che non era male ma nemmeno il massimo – le spiego mentre tengo il telefono con la prolunga, molto in stile anni 80 ( adoro gli anni ottanta ), e con le mani libero mi accendo una sigaretta e mi siedo sul letto con accanto il posacenere.
- Nemmeno il massimo? Guarda che Kurt è figo! È capitano della squadra di Football, è pure fidanzato con Karissa! La ragazza più figa della scuola! E poi è...
- ...vergine! O meglio... Lo era!
- Scusami? No! Mi prendi in giro!
- beh, me lo ha detto lui! Un ragazzo non lo direbbe mai tanto per e poi...da quello che faceva era indubbiamente vergine. - mentre le dicevo il segreto che al momento sembrava essere il segreto più segreto di sempre, anche più del segreto su dove sia celato il sacro Grall, faccio cadere la cenere dalla sigaretta.
- Oh...Mio...Dio! Non ci posso credere. - scoppio a ridere, Eva continua – mhn, ma i tuoi lo sanno che tu non sei vergine?
- Diamine no! Sono svergine non stupida! - dopo un momento di pausa in cui aspiro la sigaretta, cambio tono e le propongo – Allora? Stasera cosa vogliamo fare?
- Stasera? - mi chiede lei stupita – Ma domani abbiamo scuola!
- Non intendendo certo uscire per locali fino alla mattina, intendevo dire se volevi venire da me stasera a fumarci un po' dell'erba che ho sgraffignato a quello sfigato di Kurt.
- Kurt fuma erba?
- altroché tesoro se ne fuma! Allora, vieni?
- mhn...ci sto!
- dove sei stata? - mia madre invece era già sveglia. Era vestita con la vestaglia da notte e tutti i bigodini in testa con una crema sul viso, mentre mi guarda con uno sguardo maligno da vecchia zitella reso ancora più tale dal suo stato attuale, per poco non mi prende un colpo.
- A casa di Eva! Te l'ho detto.
- E allora perchè sei vestita come una prostituta e non sei a casa sua?
- Dai mamma! Ho sonno. Ne parliamo domani mattina, eh? - dico mentre mi sto avviando per le scale del piano di sopra.
- E' già mattina! - io continuo a camminare sperando finisca di parlare da sola, però continua – America Peach Weirdwitness ferma dove sei! - cazzo, odio quando mi chiama col mio nome intero. Tutt'ora non riesco a capire come le sia venuto in mente un nome del genere. Mi dice sempre che lei e mio padre litigavano per decidere quale darmi e alla fine hanno votato a sorte e scelto ognuno dei loro, bello schifo!
- E alla fine devi rimanere chiusa in casa per un mese? - mi chiede preoccupata al telefono Eva.
- In teoria, si. In pratica...sai come faccio io.
- Ma Peachy! Non oserai vero. Andiamo, se continui così ci credo che ti urlano sempre dietro.
- Lascia perdere su, e non ti preoccupare. Preoccupati solo di trovarmi qualche nuovo tipo carino e che il mio drink sia sempre pieno!
- Peachy sei sempre la solita.
Ormai era il primo pomeriggio di una domenica soleggiata e calda e me ne stavo al telefono già da un po' con Eva per raccontagli della serata mitica che avevo passato la sera prima e di cosa fosse successo una volta tornata.
- Allora, su racconta! Lui com'era?! - mi chiede assetata di curiosità
- mhn...passabile.
- che cosa vuol dire passabile?!
- voglio dire che non era male ma nemmeno il massimo – le spiego mentre tengo il telefono con la prolunga, molto in stile anni 80 ( adoro gli anni ottanta ), e con le mani libero mi accendo una sigaretta e mi siedo sul letto con accanto il posacenere.
- Nemmeno il massimo? Guarda che Kurt è figo! È capitano della squadra di Football, è pure fidanzato con Karissa! La ragazza più figa della scuola! E poi è...
- ...vergine! O meglio... Lo era!
- Scusami? No! Mi prendi in giro!
- beh, me lo ha detto lui! Un ragazzo non lo direbbe mai tanto per e poi...da quello che faceva era indubbiamente vergine. - mentre le dicevo il segreto che al momento sembrava essere il segreto più segreto di sempre, anche più del segreto su dove sia celato il sacro Grall, faccio cadere la cenere dalla sigaretta.
- Oh...Mio...Dio! Non ci posso credere. - scoppio a ridere, Eva continua – mhn, ma i tuoi lo sanno che tu non sei vergine?
- Diamine no! Sono svergine non stupida! - dopo un momento di pausa in cui aspiro la sigaretta, cambio tono e le propongo – Allora? Stasera cosa vogliamo fare?
- Stasera? - mi chiede lei stupita – Ma domani abbiamo scuola!
- Non intendendo certo uscire per locali fino alla mattina, intendevo dire se volevi venire da me stasera a fumarci un po' dell'erba che ho sgraffignato a quello sfigato di Kurt.
- Kurt fuma erba?
- altroché tesoro se ne fuma! Allora, vieni?
- mhn...ci sto!
- però tesoro ho finito gli ingredienti per il cosmo! Ho solo del vino.
- Uffa. E va bene, a quanto pare stasera sarò costretta a berne un po'.
Il giorno seguente arrivo a scuola, sono vestita abbastanza goffamente dato che la sera prima io ed Eva abbiamo esagerato, ho esagerato, con il vino e mi sento un po' i sintomi del dopo sbornia.
Mi sono messa delle semplici All Stars nere con dei jeans attillati neri strappati, una maglietta attillata dei The Kiss, infine sono splendidamente struccata e con i capelli per aria! Mi adoro! Me e il mio sarcasmo.
Sto per entrare in classe, quando mi ritrovo davanti Kurt.
- Hey...ciao... - sembra avere un'aria un po' imbarazzata e goffa, senza contare che sembra stia facendo di tutto per non farsi vedere. Continua a guardarsi attorno. Probabilmente per assicurarsi di non essere visto da Katrina o come diavolo si chiama la sua ragazza con quel nome ridicolo.
- Ciao. Che vuoi? Non vedi che sto andando in classe? - gli rispondo con tutta la gentilezza che riesco a mettere insieme.
- Ehm... volevo sapere come stavi dopo...beh. Dopo sabato sera... Domenica non hai risposto ai miei messaggi.
- Ho avuto da fare. - gli butto giù come risposta questa in modo da farlo andar via dato che sto tentando in tutti modi di entrare in classe, ma Kurt mi istruisce il passaggio.
- Mi chiedevo se magari potessimo vederci in settimana. Potrei passarti a prendere con la mia auto.
Qui capisco immediatamente dove vuole arrivare. Decido di bloccare la cosa sul nascere.
- Kurt sono lusingata, anzi no. Sono inorridita! Posso capire fare le corna alla propria ragazza. Io sono figa, tu sei un uomo può capitare. Ma chiedere di uscire e tentare di frequentare la ragazza con cui hai tradito la tua ragazza mentre stai ancora insieme con lei? Questo proprio no! Non sono la tua puttana! - lo spintono via e vado velocemente verso la porta della classe, Kurt è così sconvolto dalla mia risposta secca e crudele che non riesce a fermarmi ne tanto meno a dire qualcosa. Decido di concludere con un gran finale.
- Uffa. E va bene, a quanto pare stasera sarò costretta a berne un po'.
Il giorno seguente arrivo a scuola, sono vestita abbastanza goffamente dato che la sera prima io ed Eva abbiamo esagerato, ho esagerato, con il vino e mi sento un po' i sintomi del dopo sbornia.
Mi sono messa delle semplici All Stars nere con dei jeans attillati neri strappati, una maglietta attillata dei The Kiss, infine sono splendidamente struccata e con i capelli per aria! Mi adoro! Me e il mio sarcasmo.
Sto per entrare in classe, quando mi ritrovo davanti Kurt.
- Hey...ciao... - sembra avere un'aria un po' imbarazzata e goffa, senza contare che sembra stia facendo di tutto per non farsi vedere. Continua a guardarsi attorno. Probabilmente per assicurarsi di non essere visto da Katrina o come diavolo si chiama la sua ragazza con quel nome ridicolo.
- Ciao. Che vuoi? Non vedi che sto andando in classe? - gli rispondo con tutta la gentilezza che riesco a mettere insieme.
- Ehm... volevo sapere come stavi dopo...beh. Dopo sabato sera... Domenica non hai risposto ai miei messaggi.
- Ho avuto da fare. - gli butto giù come risposta questa in modo da farlo andar via dato che sto tentando in tutti modi di entrare in classe, ma Kurt mi istruisce il passaggio.
- Mi chiedevo se magari potessimo vederci in settimana. Potrei passarti a prendere con la mia auto.
Qui capisco immediatamente dove vuole arrivare. Decido di bloccare la cosa sul nascere.
- Kurt sono lusingata, anzi no. Sono inorridita! Posso capire fare le corna alla propria ragazza. Io sono figa, tu sei un uomo può capitare. Ma chiedere di uscire e tentare di frequentare la ragazza con cui hai tradito la tua ragazza mentre stai ancora insieme con lei? Questo proprio no! Non sono la tua puttana! - lo spintono via e vado velocemente verso la porta della classe, Kurt è così sconvolto dalla mia risposta secca e crudele che non riesce a fermarmi ne tanto meno a dire qualcosa. Decido di concludere con un gran finale.
- E...Kurt? Se almeno scopassi decentemente forse ci sarei stata. Ma ti consiglio prima di fare pratica e poi forse ti concederò la rivincita! - ovviamente quest'ultima affermazione l'ho urlata e non in pochi mi hanno sentita. Non mi vergogno del mio stile di vita, ma al liceo le persone sanno essere veramente infantili, ma sono così stanca che al momento non ci faccio troppo caso.
Inizia la lezione ma decido almeno per la prima ora di pensare ai fatti miei. Mi rendo conto che l'ultima cosa che ho detto a Kurt non doveva dirgliela o meglio avrei dovuto dirgliela ma a bassa voce fra me e lui e non davanti a mezza scuola. Spero che la cosa muoia lì. A volte sono davvero così stufa di questo liceo, possibile che siano tutti così infantili e deficienti? Perché è così difficili essere adulti per gli altri? Io lo sono diventata, almeno credo, certo è che non sono una ragazzina svampita e ritardata come le mie coetanee. Forse nei mitici anni ottanta non era così, in quell'epoca tutto appare migliore. Vorrei essere vissuta negli anni ottanta, che rabbia.
Inizia la lezione ma decido almeno per la prima ora di pensare ai fatti miei. Mi rendo conto che l'ultima cosa che ho detto a Kurt non doveva dirgliela o meglio avrei dovuto dirgliela ma a bassa voce fra me e lui e non davanti a mezza scuola. Spero che la cosa muoia lì. A volte sono davvero così stufa di questo liceo, possibile che siano tutti così infantili e deficienti? Perché è così difficili essere adulti per gli altri? Io lo sono diventata, almeno credo, certo è che non sono una ragazzina svampita e ritardata come le mie coetanee. Forse nei mitici anni ottanta non era così, in quell'epoca tutto appare migliore. Vorrei essere vissuta negli anni ottanta, che rabbia.
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